Benvenuti nel borgo fantasma di Celleno

E’ domenica pomeriggio, sono le 15 e io ho appena finito di lavorare. Il cielo è limpido e la temperatura è ideale, così io e Federico decidiamo di fare una passeggiata nelle campagne viterbesi, tra campi di nocciole, vigneti e alberi d’ulivo.

Ad un certo punto appare un cartello marrone, di quelli turistici che si trovano lungo le statali, con su scritto “Celleno, il borgo fantasma”. Ne abbiamo sentito parlare di recente, così decidiamo di seguire il cartello marrone.

Dopo qualche curva appare di fronte a noi un paesino che tutto sembra, tranne che abbandonato. Stiamo infatti passando davanti al nuovo paese di Celleno, quello ricostruito negli anni ’30 e che conta circa 1500 anime. Qui ci sono bambini che giocano nel parco, anziani seduti sulle panchine, ragazze che si raccontano chissà quali segreti.

Ovunque ci sono cartelloni pubblicitari che ci informano della “Festa delle ciliegie”. Già, perchè qui ogni anno viene celebrato questo frutto tipico delle coltivazioni locali e motivo di vanto per il suo gusto particolare.

Proseguiamo ancora per un chilometro e finalmente vediamo in lontananza un borgo arroccato su uno sperone roccioso di tufo e circondato dalla rigogliosa vegetazione della Tuscia. Siamo arrivati nel vecchio paese di Celleno.

borgo fantasma celleno

Mentre camminiamo per raggiungere la nostra meta, passiamo di fronte ad un convento dove si sta svolgendo una lezione di canto e chitarra. Le voci bianche di queste giovani donne e il dolce suono dei loro strumenti ci accompagna per tutto il tragitto, rendendo l’atmosfera magica e romantica.

Siamo ora giunti in Piazza del Mercato. Qui c’è una chiesa, un bar, un’agenzia immobiliare e, proprio davanti a noi, svetta in tutta la sua maestosità il vecchio paese di Celleno e il suo castello. Per raggiungerlo percorriamo la scenografica (e un pò faticosa) Via del Ponte, che ci conduce all’interno delle antiche mura medievali.

borgo fantasma celleno

Girovagando nel borgo fantasma

Subito dopo aver varcato l’arco di pietra, sulla destra c’è una piccola nicchia davvero deliziosa: l’angolo del bacio, tra vasi di fiori profumati e vecchie caraffe piene d’acqua.

Facciamo qualche passo in avanti e ci accorgiamo di essere soli, nella piazza di un borgo abbandonato ormai da più di due secoli. La prima cosa che penso è che mi piace da morire, la seconda è che sia assurdo che io non sia venuta prima in questo luogo dove il tempo si è ormai fermato da anni.

borgo fantasma celleno

Mi guardo intorno. Vedo una cornice incastonata nel muro. Lo scheletro di un vecchio edificio di cui sono rimaste solo le finestre. Due biciclette ossidate. La targa delle poste. Il campanile di una chiesa devastata.

Poi però ci sono anche degli edifici che sembrano integri. Il castello collegato al resto del paese da un ponte levatoio. Una chiesetta in cui è stata allestita una mostra di moto d’epoca, giradischi e antiche radio.

L’assoluto silenzio nella piazzetta è rotto soltanto dal suono di una vecchia canzone di Claudio Villa, riprodotta proprio da uno di questi strumenti. E’ stato un momento magico.

borgo fantasma celleno

Dopo le millemila foto di rito, proseguiamo verso il campanile e troviamo la facciata della chiesa a cui apparteneva. Il grande portone d’ingresso è ancora li e ci mostra uno scorcio impressionante. Quello che doveva essere l’interno della chiesa, è oggi un campo in cui la vegetazione cresce selvaggia. Delle vecchie pareti è rimasto ben poco: due archi in pietra e qualche muro che non vuole abbattersi.

borgo fantasma celleno
borgo fantasma celleno

Da qui parte una lunga passerella in legno che ci conduce nella natura intorno al borgo fantasma di Celleno. Respiro l’aria pura e vedo intorno a me i campi arati dei contadini, qualche casetta immersa nel verde e un bellissimo cielo azzurro.

La passerella fa un giro circolare e ci riporta nel paese, dove scopriamo delle piccole cantine dove probabilmente gli abitanti del posto avevano le proprie attività. C’è il calzolaio, con la macchina da cucire e le spazzole per le scarpe; il forno, con la pala, i sacchi di farina e l’odore del pane impregnato nei muri.

borgo fantasma celleno

Perchè Celleno è diventato un borgo fantasma?

Celleno si trova vicino Civita di Bagnoregio che, come hai potuto scoprire nel mio articolo su 6 cose da vedere in provincia di Viterbo, è minacciata da frane ed erosioni della collina su cui sorge. La stessa sorte è toccata a Celleno. Questo piccolo paesino è infatti abbarbicato su uno sperone roccioso che, purtroppo, è soggetto ad una lenta e continua erosione.

I frequenti terremoti e le ricorrenti frane hanno portato al progressivo abbandono del paese, rendendolo oggi un piccolo e affascinante borgo fantasma. Un luogo suggestivo, ricco di storia e con un meraviglioso panorama sul paesaggio circostante.

borgo fantasma celleno

Informazioni Utili

📍Celleno, SP11, 01020 Celleno VT
💰Ingresso al borgo fantasma di Celleno GRATIS
🅿️Noi abbiamo lasciato l’auto GRATIS vicino al convento, ma ci sono pochi posti auto
🚗Facilmente raggiungibile in auto

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13 Comments

  • Ci sono stata un paio d’anni fa! Incantevole… Ricordo ancora la chiacchierata con un abitante dei dintorni, che mi parlò proprio della sagra delle ciliegie. Un posto prezioso!

  • Un posto magico e surreale, perfetto come set di un film o per l’ambientazione di un romanzo. Ho sentito molto parlare di Civita di Bagnoregio, ma mai di Celleno. E chissà quanti altri borghi fantasma esistono! Da un lato è un peccato vedere questi luoghi abbandonati, ma dall’altro è impossibile non rimanerne affascinati.

  • Quanto mi affascinano questi luoghi che ti lasciano immaginare com’erano un tempo. Onestamente non conosco la zona del viterbese ma mi piacerebbe scoprirla presto.

  • Le città fantasma sono la mia passione. L’atmosfera è sempre così strana e ti senti coinvolta nella storia di chi è passato per quelle strade o chi ha vissuto in quelle stanze. Questo però non lo conoscevo. Bellissimo!

  • Davvero interessante. Conoscevo altri borghi fantasma in zona ma non mi ero mai imbattuta in un articolo su questa rocca così particolare. La Tuscia io l’adoro, ma il Lazio è eccessivamente romacentrico e ancora non si riesce a valorizzarla a dovere.

  • Adoro girovagare alla scoperta di borghi e posti abbandonati. La scoperta più bella è stata il piccolo centro di Monteruga, un antico borgo abbandonato nel Salento di cui rimane oggi solo la facciata di una chiesa e parte dell’edificio delle poste. Te lo consiglio!

  • Mi piacciono molto i luoghi “fantasma”, hanno un certo fascino. Mi lasciano immaginare come si svolgeva la vita degli abitanti, le loro abitudini e la loro storia. Avevo sentito parlare di Civita di Bagnoregio, ma non conoscevo questo borgo. Me lo segno! 😁

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