Berlino: Il Memoriale dell’Olocausto

Memoriale Olocausto Berlino

Scrivo e cancello. Scrivo e cancello. Riscrivo, ricancello. Me ne sto davanti allo schermo cercando di raccogliere le idee. Sto provando a mettere nero su bianco le sensazioni che ho provato il giorno in cui, nel mio viaggio a Berlino, mi sono imbattuta nel Memoriale dell’Olocausto.

Ma non è facile descrivere il senso di disorientamento, di tristezza e di consapevolezza che questo posto sprigiona. Tutto questo grigiore e questi blocchi di cemento che mi circondano, mi fanno sentire oppressa e imprigionata.

La neve che si è depositata sopra le steli rende il momento solenne, sacro. E’ una neve diversa. Non può essere la stessa sostanza con cui i bambini creano i pupazzi di neve. C’è qualcosa di differente e io riesco a percepirlo nelle mie ossa.

Memoriale Olocausto Berlino

Mi guardo intorno e vedo solo altri blocchi di cemento, altro grigio, altra tristezza. Ma credo sia proprio questa la sensazione che il Memoriale dell’Olocausto vuole suscitare nel visitatore. Tristezza. Disorientamento. Oppressione.

Non è forse così che si saranno sentite tutte le vittime della Shoah? Posso solo provare ad immaginarlo.

La storia del Memoriale dell’Olocausto di Berlino

Tra il 1988 e il 1989 un’iniziativa cittadina promuove la costruzione di un memoriale in onore di tutti gli ebrei assassinati in Europa. Dopo anni di vicissitudini e discussioni, il progetto viene finalmente affidato all’architetto ebreo Eisenmann.

Nel 2005 il Memoriale dell’Olocausto, che si trova simbolicamente sopra il bunker in cui Hitler si tolse la vita, viene ufficialmente aperto al pubblico.

Si tratta di una superficie di 19.000 m², interamente occupata da 2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo grigio scuro, disposti secondo una griglia ortogonale.

Memoriale Olocausto Berlino

Le steli, che appaiono come delle vere e proprie sepolture, sono larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre la loro altezza varia da 0,2 a 4 m, anche se apparentemente sembrano tutte identiche tra loro. Questo avviene perchè il terreno non è uniforme ma, al contrario, sale e scende continuamente.

Secondo il progetto di Eisenmann, le steli sono state create per disorientare. Il complesso, infatti, vuole rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la ragione umana.

E così il visitatore perde l’orientamento mentre percorre i lunghi corridoi del Memoriale. Si sente vulnerabile e spaesato, proprio come le vittime della Shoah.

Memoriale Olocausto Berlino

Polemiche sul Memoriale dell’Olocausto

Il complesso ideato da Eisenmann si è ritrovato più volte al centro di una spirale di critiche e polemiche perchè, secondo alcuni, non riesce a rappresentare al meglio la tragedia a cui è dedicato.

Molti turisti, infatti, si divertono a scattare selfie o foto in cui saltano da una stele all’altra. Alcuni di loro fanno dei picnic o lo scambiano per il luogo di divertimento, non rispettando la sacralità del posto.

Uno dei messaggi più forti contro la frivolezza dei turisti all’interno del Memoriale, è quello dell’artista israelo-tedesco Shahak Shapira, che ha lanciato il progetto “Yolocaust. Il giovane, infastidito dall’atteggiamento dei visitatori, ha preso alcuni scatti dai social e ha modificato lo sfondo attraverso photoshop. Dietro ai volti sorridenti delle persone o ai loro salti tra le steli di cemento, ora appare l’immagine di un campo di concentramento, di una fossa comune o di una sfilza di cadaveri.

Memoriale Olocausto Berlino

Visita al Memoriale e Info

Il Memoriale dell’Olocausto è aperto giorno e notte, 365 giorni l’anno. E’ possibile passeggiare liberamente all’interno di questo labirinto di cemento, rispettando però la sacralità del posto.

Nell’angolo Sud-Est del sito, si trova l’accesso al Centro di Documentazione sotterraneo, dove è possibile ripercorrere la vita di alcune vittime e la storia della Shoah.

📍 Cora-Berliner-Straße 1, 10117 Berlin, Germania
💰 Ingresso Gratuito
⏰ 1/10 – 31/03: Lunedì chiuso | Martedì – Domenica 10.00 – 19.00
⏰ 1/04 – 30/09: Lunedì chiuso | Martedì – Domenica 10.00 – 18.00
🌐 Sito Ufficiale


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18 Comments

  1. says: Anna

    Vedo che gli idioti non risparmiano nemmeno questo memoriale. A Dachau ho visto gente scattarsi dei selfie sorridenti in mezzo alle cuccette dei deportati. L’artista che li prende per i fondelli fa più che bene. Ma come si fa?!

  2. says: Beatrice

    Ho visto anche io questo luogo, quando ho visitato Berlino. è molto emozionante nella sua semplicità architettonica. Speriamo aiuti la memoria, perchè spesso è davvero troppo corta

  3. says: Alessia

    E’ incredibile il senso di disorientamento di questo Memoriale, ricordo che ho provato le tue stesse sensazioni quando l’ho visitato anni fa. E mi fece effetto in una calda giornata primaverile, figuriamoci cosa deve essere stato per te, amplificata dalla neve. Anche quando sono stata io c’erano bambini che saltavano da un blocco all’altro e addirittura una sposa che scelse quella location per le foto di rito. L’ho interpretata come un “panta rei” forse inevitabile che poi è un po’ la filosofia con la quale Berlino vive la storia del suo passato…

    1. says: Giorgia

      Vedo che abbiamo provato le stesse sensazioni! Hai proprio ragione sulla filosofia con la quale Berlino vive la storia del suo passato. Hai scelto la parola giusta!

  4. says: Teresa

    Non ho visto il memoriale che descrivi nell’articolo, ma posso immaginare quanto sia difficile scriverne. A me è capitato di stare malissimo dopo aver visitato luoghi simili, dei campi di sterminio dove si sono compiuti degli orrori indicibili.

  5. says: Claudia

    Ricordo benissimo gli scatti di Yolocaust e la rabbia, giustificata, di tanti sopravvissuti e non solo davanti alla mancanza di rispetto per questo luogo. Per il resto penso che le tue sensazioni siano le uniche che si dovrebbero provare in un luogo così “sacro”

  6. says: ANTONELLA

    Mi sono venuti i brividi leggendo il tuo articolo. Credo proprio che il progettista abbia raggiunto il suo intento di creare un luogo che disorienta e crea un senso di sgomento, basta guardare le tue foto (bellissime e tragiche) per rendersene conto. La storia a volte riesce a non insegnarci molto e le idiozie dei turisti del selfie lo dimostrano…

  7. says: Sara

    Che posto incredibile deve essere. Non ne conoscevo l’esistenza e posso solo immaginare quanto sia stato difficile visitarlo e ancora di più descriverlo. Ed è incredibile come ci siano persone che ancora non capiscono l’importanza di un posto come questo. Assurdo!

  8. says: Eliana

    Ci sono stata anni e anni fa e mi rimase davvero impresso questo luogo: il silenzio, questi blocchi così grevi, il colore scuro… Direi che non potevano scegliere un’opera migliore per commemorare l’Olocausto.

  9. says: paola

    Non è facile affrontare questo argomento senza sentirsi a disagio: non esistono termini che esprimano la vergogna e la tristezza. Bisogna ricordare e far ricordare in ogni modo, con luoghi della memoria in ogni città. Il fatto che molta gente giochi con questi luoghi significa che non si ricorda abbastanza.

    1. says: Paola

      L’ho visitato anch’io e mi ritrovo nelle tue parole. Incomprensibile per me che le persone scattino foto qui ritraendosi in selfie sorridenti…. Ma hanno capito dove sono???? Questi luoghi della memoria sono angoscianti e questo devono trasmettere, qualcosa che faccia capire che la storia non si deve ripetere 😔

  10. says: Arianna

    Quando sono stata a Berlino non l’ho visitato, sono luoghi che mi toccano troppo preferisco evitare. Nel giorno della memoria sapere che gente scherza e fotografa in quei luoghi fa ancora più male.

  11. says: Raffaella

    Quando ho visto la foto di copertina del tuo articolo, non ho potuto non entrare a leggere. Anch’io visitando questo memoriale ho avuto le tue stesse sensazioni e vederlo ritratto con la neve mi ha colpito in modo particolare. Come se la neve fosse il completamento di quest’opera della memoria.

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