Il magico bosco del sasseto di Acquapendente

Una passeggiata tra rocce vulcaniche ricoperte di muschio, grandi alberi nodosi, rami attorcigliati e un suggestivo mausoleo gotico immerso nella radura. Ecco cosa ti aspetta nel Bosco del Sasseto di Acquapendente.

In un giorno qualunque dentro la settimana, io e Cristina sentiamo il bisogno fisico di salire in auto per andare a vedere un posto mai visto. Ovviamente, essendo una decisione presa d’impulso, non abbiamo tempo di organizzare chissà cosa. Quindi smartphone alla mano, digitiamo “cosa vedere in provincia di Viterbo” e, dopo aver scartato i luoghi più famosi, ci imbattiamo nel Bosco del Sasseto.

Apriamo Google Maps e vediamo che da casa nostra dista circa un’ora. A noi va più che bene, anzi, siamo contente perchè possiamo incastrarci anche una veloce visita ad Orvieto, che si trova lungo il nostro percorso.

Sognalo. Organizzalo. Vivilo. Il tutto nel giro di dieci minuti.

Arriviamo ad Acquapendente, lasciamo l’auto lungo la carreggiata e ci mettiamo a cercare l’ingresso. Devo dire che fatichiamo un pò, ma alla fine lo troviamo: basta seguire un viottolo nascosto che costeggia un pollaio et voilà, trovato.

bosco sasseto acquapendente

Passeggiando nel Bosco del Sasseto

Ci addentriamo nei meandri del bosco e subito veniamo catapultate in Jumanji. La vegetazione è rigogliosa, viva e impenetrabile, tanto che ho quasi la sensazione che possa arrivare una scimmia parlante, una zanzara gigante o un coccodrillo a due teste.

Ma quello è solo un film, mentre noi siamo davvero in questo luogo incantevole, soprannominato anche “Bosco delle Fate”, forse proprio perchè è avvolto in un alone di magia e mistero e l’idea di poter trovare una fata tra i rami o uno gnomo tra i sassi, non appare poi così strana.

Mentre girovaghiamo, rimaniamo sempre più affascinate dall’immensità di questi alberi secolari dai rami aggrovigliati e intrecciati tra loro. Molte di queste piante raggiungono i 25 metri di altezza, mentre i tronchi arrivano ad avere una circonferenza di 1 metro. Davvero impressionante!

bosco sasseto acquapendente

Bosco naturale o artificiale?

Mentre passeggiamo con il naso all’insù (ma non troppo, per non rischiare di cadere come delle allocche), pensiamo che questo sia un luogo incontaminato, lontano dagli artefici dell’uomo. Ma ci sbagliamo.

Effettivamente tutto sembra armonico, naturale e sincero. Questo perchè colui che ha creato il Bosco del Sasseto è intervenuto rispettando la biodiversità vegetale e animale del luogo, che è unica in tutto il Lazio.

Tutte le piante che vedi crescere, i fiori che spuntano dal sottosuolo, le rocce ricoperte di muschio, sono lì perchè madre natura ha voluto così e non per il capriccio di un qualsiasi essere umano.

L’unico segno umano visibile è una misteriosa struttura, che si trova proprio nel centro della radura, nascosta tra i rami. Si tratta del mausoleo gotico fatto costruire dal protagonista della nostra storia: il marchese Edoardo Cahen.

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Il Mausoleo nel Bosco del Sasseto

Proveniente da una famiglia di banchieri belgi ebrei, Edoardo Cahen finanziò il risorgimento italiano e, per questo, Vittorio Emanuele II gli diede il titolo di Conte.

Intorno alla fine del 1800 egli acquistò il Castello di Torre Alfina, lo ristrutturò e creò, proprio alle sue pendici, il Bosco del Sasseto.

Il conte (nel frattempo divenuto marchese), era talmente innamorato di questo posto che decise di costruire il mausoleo e renderlo la sua eterna dimora. Dal 1894, data della sua morte, egli giace all’interno del sepolcro monumentale come unico ospite.

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Le origini del nome

Durante la nostra passeggiata incontriamo dei grandi e piccoli massi ricoperti di muschio, alcuni sembrano perfino avere sembianze di animali.

Il terreno è ricchissimo di queste rocce a causa dell’esplosione di un vulcano circa 800.000 anni fa. Ed è proprio grazie alla presenza di questi sassi di origine vulcanica, che il giardino di Edoardo Cahen viene chiamato Bosco del Sasseto.

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Sono affascinata dalla bellezza del Bosco del Sasseto, dai suoi massi coperti di muschio e dalla prepotenza della natura, che cresce spavalda e sicura di se. Ma soprattutto, sono stupita dall’amore che Edoardo Cahen ha provato per questo luogo incantato. Un amore così forte che lo ha portato a sceglierlo prima come casa e, in seguito, come eterna dimora.


Informazioni Utili

Per visitare il Bosco del Sasseto dovrete essere accompagnati, per ragioni di sicurezza. Per prenotare la visita potete mandare un e-mail o telefonare.

🌐Sito Ufficiale
📫boscodelsasseto@comuneacquapendente.it
☎️0763-719206
📍La biglietteria si trova in Piazzale Sant’Angelo 19 – Torre Alfina
💰6.00 €

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